Archivio per Marzo 2007

YANN TIERSENNNNNNNN!@#$%^&*)

I Love him

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Questo qua sotto e’ il foglio che mi ha passato dal palco il tecnico del suono dello staff di Yann.

“à moi, à moi, pour favour!!!! meeeeeeeeeerci!!” …E come poteva darlo a quello che si allungava dalla seconda fila, avendo visto che io avevo cantato a memoria e avevo ballato tutte le canzoni di Yann???? E cosi’ ora sono in possesso del foglio passato loro tra le mani un paio d’orette prima. Wow.

 

Il Tecnico Del Suono!! Meeeeeeeerci!

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La Scaletta Del Concerto

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Ragazzi sono al settimo cielo. Vi dico solo……

PRIMA FILA AL CENTRO, PROPRIO DI FRONTE A LLLUUUII!!

YANN JE T’AIME!!

…come back in Italy…as soon as possible!!

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…Ciò che mi ha stupito di più è stato trovare l’entrata dell’Alcatraz per nulla affollata…eravamo in pochi lì, davanti al famoso club di Milano che spesso ospita band emergenti e non. Apertura programmata per le 8.00 , mi aspettavo meno puntualità, visto che il ritardo complessivo è stato di circa mezz’ora. Entro tra le prime 20 persone, senza fatica e fortunosamente mi guadagno il posto migliore: prima fila al centro. A un metro dal palco, di fronte a Yann. Transenna secca!! Dopo un’attesa che mi è sembrata infinita ecco uscire sul palco Cristine Ott, a fare il sound check del suo Ondes de Martenot. Silenzio. Un timido applauso segue il mio ancora più timido. 2 persone l’applaudiscono…Io e le mie numerosissime pessime figure nell’acclamare le canzoni che riconoscevo in anticipo rispetto al resto del mondo!! (immaginatevi l’intro di le Bras De Mer…silenzio…e io YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!clap clap clap :lol: e poi applauso quando lui cominciava a suonare…haha)…così è stato anche l’applauso per Cristine. Niente. Tutti aspettavano Yann. Non la sua band!! Ecco il tecnico (amatissimo tecnico) che posiziona gli ultimi strumenti sul palco. Le chitarre di Marc Sens e quelle di Yann, il basso di Stéphane Bouvier…La batteria di Ludovic Marillon ovviamente è a posto da un pezzo. Ed ecco, la musica di sottofondo si spegne,le luci si abbassano e la band esce. Loro. Solo un “buonasera” dalla pronuicia troppo francese precede l’inizio del concerto. E io pensavo “…La Terrasse…”. Come pensavo. L’emozione della prima canzone…E noti ogni singolo particolare, il modo di Yann di piegare la testa verso sinistra, gli occhi quasi sempre chiusi, la maglietta a righe che indossa (“di sicuro l’ho già vista in qualche foto). Finisce la prima canzone…applausi…Io e i miei compagni della prima fila ci guardiamo neglio occhi increduli e non vediamo l’ora di sapere quale canzone arriverà dopo. E Bagatelle è anche meglio; tutti sanno le parole delle prime strofe e cantano. RItornano alla mente le prime volte in cui avevo sentito L’Absente e un suo nuovo stile emergente in canzoni come questa o Le Concertla canzone che segue è…A secret place, che è emozionante cantata quanto non. Quella strumentale ricorda il dvd ON TOUR ma se pensi alle parole puoi facilmente viaggiare con la mente e immaginare le voci e i suoni di Les Retrouvailles. Come il La Boulange, del resto…Christine Ott si fa veramente valere con il suo strumento. Suona spensierata, sorridente, scalza. E ogni tanto si scorgono sguardi felici tra i componenti della band, Marc ride, quasi dimenticandosi di trovarsi su un palco. Ed ecco che prende in mano il violino…solo una nota ci fa capire di che canzone si tratta, Le quartier risalente al lontano 1998!! Prima traccia di Le Phare, come può non emozionarci?? Dopo tanti anni Yann ci stupisce ancora con le sue canzoni più geniali. Sembra quasi che il violino sia parte di lui….applausi…Le Bras De Mer, come ho già scritto è acclamata da me potentemente, almeno 5 minuti prima del resto del pubblico: sguardi stupiti mi dicono di stare zitta. ma l’emozione è forte. I brani live sono veramente più belle di quelle registrate in studio!! Ed essendo eseguite a pochi metri di distanza da me…arrivano fino al cuore, sì sì.Il momento più catartico è ovviamente durante l’esecuzione di SUR LE FIL, l’assolo di violino più espressivo di quelli che le mie orecchie abbiano mai potuto ascoltare. Le piccole imperfezioni ti ricordano che sei a Milano e la band è in carne e ossa sul palco di fronte a te; non è un ologramma ne un allucinazione collettiva.e chiudi gli occhi per non perderti ogni minimo particolare che non potresti mai sentire sul cd Le Phare. Come poteva mancare Monochrome? Meno potente della versione del dvd ON TOUR ma decisamente ben eseguita e cantata da tutti. Questa volta proprio tutti. “Only absence near me, nothing but silence around me”. Su La Rade invece non c’è molto da dire: i bassi ben equalizzati le hanno conferito un che di surreale. Oppure saranno state le espressioni di Yann mentre suonava e cantava. Trop beaute! In tutta sincerità Credo di essermi commossa a molte canzoni del concerto ma Kala mi ha fatto accellerare i battiti del cuore. Kala. Senza voce, ovviamente. O meglio, qualche sussurro dal pubblico…Kala. Magnificamente eseguita, ho sperato in quel momento che qualcuno la stesse registrando o che Yann avesse intenzione di inserirla nel suo prossimo album.
la Crise e State Of Shock sono un ondata di rock fouri dal normale, dopo un brano come Kala. Grande Marc, peccato solo per l’ommissione dell’urlo che invece fa nel dvd che in quel momento della canzone sarebbe stato perfetto…aveva già spostato il microfono.

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E poi ecco. Yann posa la chitarra e si siede ai MichelSonnee io mi metto a saltare per l’emozione…La Valse D’Amélie, che ormai tanto valse non è,(huhu, Le Rock d’Amélie!!!! stupenda. E Yann si becca tutti gli applausi che il pubblico ha trattenuto o si è risparmiato fino a quel momento)…e poi prende in mano (o in braccio) la fisarmonica: LE BANQUET. Epica…

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Dopo una scatenatissima Le Train (dopo trent’anni di esperienza di violino Yann ci sa proprio fare… ma…RULEZ IL VIOLINO DISTORTO!!!!! ) escono di scena. -disperaziooooone!!- ma dopo tre secondi di razionalità mi rendo conto che in effetti non ha ancora suonato Esther, quindi il concerto non può essere finito. In ogni caso gli applausi e le acclamazioni continuano e tornati in scena ci regalano una Western perfetta. Come l’ho sempre sentita. Più l’emozione della prima fila.
E poi…colpo di scena!!! Per la mia felicità arrivano un a dopo l’altra All we ever wanted, dei Bauhaus e Fuck me!!Sembro quasi l’unica tra quelli intorno a me a conoscerle, ma canto lo stesso. love me love me love me love me…I will love you once again…
IRISH SUMMERS: prima canzone che non conosco…..E appena finisce già non vedo l’ora di risentirla. Mi ricordo che l’arrangiamento mi era molto piaciuto.
Il finale epico non poteva mancareeee!! Mi tornano alla mente tutte le scene del dvd in cui si vede Yann che prende la gibson e si inginocchia di fronte ai toy piano per suonare Esther…E il treno che passa, per caso, proprio al momento giusto!! Non posso fare a meno di sorridiere. Esther. Est…asiante. Diversa. Malinconica; geniale. Spero di risentire in qualche registrazione la stessa Esther che ha suonato questa sera… Ma allo stesso tempo non mi illudo troppo e so che sono suoni che rimarranno per poco nella mia mente, nei particolari…
E poi finisce…io sono commossa ma riesco a immortalare gli ultimi attimi della presenza della band sul palco…due soli inchini, saluto con la mano sinistra (questa volta non a pugno chiuso) e uscita di scena.

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fly away?

Ma è così strano il fatto che io non veda l’ora di andarmene da qua? Scoprire nuovi mondi, farli miei? Mi guardano storta quando dico che appena potrò me ne andrò a vivere in Spagna, mi danno della pazza quando dico che qua non si vive per nulla bene e ce ne dovremmo tutti andare verso un posto migliore, per un futuro migliore…( e non intendo fuggire alle Bahamas, basta andare dietro l’angolo per trovare qualcosa di meglio, è che lo sconosciuto ci spaventa, e siamo troppo pigri per ammettere che staremmo meglio altrove…) Ma siamo davvero tutti destinati a rimanere al nostro posto per tutta la vita? Non ho intenzione di farlo…Frontiere, soldi, oceani, catene….Non voglio rimanere qua, prigioniera delle abitudini o dei capricci di qualcun’altro…nessuno al suo posto!! DISORDER!!

anyway….

I primi giorni di marzo sono passati….sento la primavera che s’insinua tra i capelli, la sento nell’aria che respiro, la vedo, timida, dietro alle nuvole bianche…e nei raggi tenui del sole che si fa coraggio. Ed è proprio in queste nuvole, questi raggi, quel vento che si perde il mio pensiero…Prima o poi non mi ritroverò più. Il mio essere contemplativa diventerà pazzia e ossessioneper la bellezza delle piccole cose, la bellezza dei margini…

vi lascio con una canzone dei modena citiy ramblers… niente dedica…

 

SERENATA DI STRADA 

 

Ti lascio questa canzone
perché adesso il momento è arrivato
ho messo qui dentro i giorni, le cose
e le storie che abbiamo vissuto
c’è dentro un pacco di libri
e un paio di scarpe bucate
ci sono i biglietti, le foto
e tutti i viaggi rimasti da fare
Non venire mai a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
La magia se n’è andata, la luce si è spenta
sono partito, e il resto è passato
potrai sempre dire che non era più il tempo
o che forse era un mondo sbagliato
e se un giorno dovessi incontrarmi ancora
a una svolta del nostro destino
salutami come l’amico di un tempo
che la vita ha portato lontano
Non venire più a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
Non venire mai a cercarmi
sono andato, la vita è cambiata
ti mando un abbraccio
e la mia serenata di strada
Ti ho scritto questa canzone
perché adesso il momento è arrivato
ci troverai dentro i sogni e i rumori
delle notti che abbiamo passato
ci ho messo i pianti e la rabbia
e una manciata di buoni ricordi
della donna che un giorno mi ha amato
con gli occhi più scuri e gli abbracci più dolci
Non venire più a cercarmi
sono andato dove il vento mi chiama
stasera sarò mille miglia
lontano da casa
Non venire mai a cercarmi
sono andato, la vita è cambiata
ti mando un abbraccio
e la mia serenata di strada

 

 

son tornata più allegra che mai ^^

Ed ecco a voi una foto  dell’inaugurazione della mostra di aqueforti di mio papà a Parona!

Io suonavo quel noiosissimo strumento indiano,chiamato tampura che fa da accompagnamento al Sitar (già più interessante!!), suonato da mio fratello. Considerando che la prima volta che l’avevo preso n mano era stato 3 giorni prima….direi che è andata benissimo…In ogni caso e senza dubbio il mio strumento prediletto rimane il pianoforte…spero di poter suonare il piano alla nostra prossima esibizione…

Io che suono!!  :) tampura.jpg